Il Cittadino - quotidiano del lodigiano - mercoledì 4 agosto 2004

Lo storico Palmisano si soffermerà a studiare il destino dei garibaldini e degli altri reduci - L'analisi dell'8 giugno diventa trilogia - Presto il nuovo volume sulla battaglia del 1859 a Melegnano
Melegnano: C'è un terzo libro, Garibaldini e altri reduci melegnanesi delle Patrie Battaglie , nel futuro della ricerca che lo storico locale Vitantonio Palmisano ha avviato muovendo dall'episodio bellico che travolse Melegnano l'8 giugno 1859: lo scontro fra gli eserciti franco-piemontese e austriaco lungo la strada della seconda Guerra di indipendenza. Si chiuderà l'anno prossimo, raggiungendo la formula della trilogia, lo sguardo che Palmisano ha cominciato a gettare sull' importante battaglia di 145 anni fa con il primo volume del 2002, intitolato appunto Il combattimento di Melegnano dell'8 giugno 1859 . Il secondo tassello è stato Melegnano, una pagina del Risorgimento nazionale, edito pochi mesi fa in concomitanza con i cento anni toccati dal monumento-ossario ai caduti dell'8 giugno, e l'anno prossimo la ricerca sarà suggellata da un vasto racconto sulla Melegnano post-unitaria, in particolare sul fenomeno del reducismo militare nel cinquantennio che va dall'unificazione alla prima guerra mondiale. «Ritengo che il periodo della Melegnano post-unitaria sia fertile e largamente inesplorato - spiega Palmisano - un periodo già simile al nostro, con istituzioni simili, ma non così vicino da essere attraversato da contrapposizioni politiche vive, rischiose sul terreno storico. L'ideale». All'interno del mondo melegnanese, piccolo specchio dell'Italia nazione neonata che va da Cavour a Giolitti, l'autore si concentrerà sul mondo di ex combattenti, garibaldini, militari, che all'alba del XX secolo si fregiava della partecipazione alle cosiddette - con inconfondibile registro di allora - “patrie battaglie”, le campagne di liberazione e unificazione del Regno che vanno dal 1848 al 1896, sino alla prima disastrosa spedizione abissina inclusa fra le guerre patriottiche. «Questo termine, “patrie battaglie”, si incontra tal quale in tantissimi documenti - continua Palmisano - e l'ho inserito anche nel sottotitolo del volume sui cento anni dell'ossario: “uomini, fatti e commemorazioni delle Patrie Battaglie”. Anche qui ritengo che l'arcipelago del reducismo dalle guerre di indipendenza, ivi comprese le prime avventure coloniali, a Melegnano sia più vasto di quanto si è sempre pensato. Dietro un grande nome come quello di Giuseppe Dezza ci sono decine di storie da riscoprire. Dal 1907 al 1913 a Melegnano vivevano ancora almeno 23 persone che percepivano un vitalizio dal ministero della Guerra in base alle leggi che tutelavano i veterani dal 1848 in poi. Chi erano Saverio Griffini, che diede nome addirittura a una sua “Legione Griffini”? E Luigi Magnifico, Antonio Serina, Luigi Curti, i fratelli Secondi di Casalmaiocco? Cosa avevano fatto per il Risorgimento? Mentre scrivevo il libro sull'ossario mi si apriva questa affascinante tentazione della ricerca nella ricerca; tuttavia avevo dei limiti precisi. Sarà l'ispirazione per un nuovo percorso». Nel frattempo le prime 300 copie di Melegnano, una pagina del Risorgimento nazionale (Gemini Grafica 2004) sono esaurite. Uno studio - il diciottesimo libro di Palmisano, membro della Società storica lombarda dal 1994 - che ha l'intelligenza di non appesantire il testo e di inframezzare la narrazione con moltissimo repertorio visivo. Ci si cala volentieri nell'atmosfera di quella Melegnano che aspetta il “suo” ossario fra statuti retorici e baffuti personaggi che oggi appaiono distanti, ma anche una convinzione ideale che merita rispetto. E.D.