Libri e pubblicazioni recenticenti

(news 2010)
Le cascine del territorio melegnanese

In occasione del cinquantesimo anniversario di Melegnano città è stato pubblicato, dall’Assessorato alla Cultura ed Identità, un agile libretto con testi di Vitantonio Palmisano e fotografie di Adriano Carafòli  sulle cascine melegnanesi. Questo bellissimo volumetto, curato con grande dedizione, gusto e competenza dal noto storico melegnanese, ci conduce in un viaggio nel mondo agricolo dello scorso secolo. La cascina lombarda è il frutto di un evoluzione dell’agricoltura che affonda le sue radici nel Medioevo, e che ha portato tra il XV e il XVIII secolo, all’affermazione di una tecnica agricola basata sull’integrazione di cerealicoltura e allevamento, sulla diffusione del grande affitto d’azienda e sull’impiego massiccio di manodopera salariata.  A quello che resta delle tracce dell’antica civiltà contadina lombarda è quindi dedicato questo bellissimo volume appena pubblicato con i tipi della Era Comunicazione srl di Varese, dal   titolo  Le cascine del territorio melegnanese , con la supervisione editoriale ed a cura di Vitantonio Palmisano; il libro in formato 16x23, che consta di 40 pagine dense di storia contiene anche un breve  contributo introduttivo dell’Assessore Denis Zanaboni. Dalla cascina, cuore del sistema agrario del territorio melegnanese,  viene ricostruita la storia a partire dalla rivoluzione agraria avviata dai monaci nei pressi di Vizzolo dove si trovano gli insediamenti più antichi.  Alla metà del Cinquecento risale poi la diffusione dei mulini ed è pressoché coevo il censimento Carolino dei luoghi facenti parte della Prepositurale di san Giovanni Battista di Melegnano, e proprio in questo carteggio troviamo la inequivocabile traccia di tutti i siti e dipendenze limitrofe al borgo di Melegnano, con le loro denominazioni che ancora oggi vivono nel vernacolo oramai relegato a pochi ed indissolubili cultori dialettali. Dalla lettura del volumetto si evince un’altra Melegnano, quella di cui il pensiero e l’occhio hanno sempre meno percezione: quella agricola, dei mulini da grano, delle folle, delle pile da riso un’economia oggi marginale, ma con un passato di grande valore economico.

 

 

il libro sulle cascine
melegnanesi
edito a novembre 2009

 

 

 

 

 



(anno 2006) - Gian Giacomo Medici marchese di Marignano (1498-1555)

La nuova pubblicazione porta la firma del dottor Vitantonio Palmisano, nome abbastanza presente nella ricerca storiografica locale, autore di saggi sul periodo risorgimentale, pubblicazioni di critica d'arte e moltissimi contributi per giornali, quotidiani e quindicinali sia a livello locale che provinciale. Questa volta l'autorevole ricercatore melegnanese si è cimentato in un nuovo filone storico spaziando così nei meandri del Cinquecento. Con pazienza ha ripercorso le avventurose gesta del Medeghino sostenuto dal valido contributo apportato dall'esimio dott. Cantoni professore ordinario dell'Università Statale di Milano. A mettere ordine e chiarire i testi difficilmente comprensibili della editoria medicea viene così pubblicata la brillante opera di Vitantonio Palmisano, prestigiosa per la sua completezza, per l'attenta analisi storica, per la caratterizzazione del personaggio e delle sue azioni politiche e belliche. La straordinaria ed intensa avventura umana di Gian Giacomo Medici viene descritta in dettaglio, nella pubblicazione è finalmente chiarito il suo disegno politico e le sue azioni sono spiegate sotto tutti i punti di vista, trovando quindi una giustificazione alle posizioni assunte nei vari momenti della sua vita. Il successo storico di questa nuova pubblicazione biografica del marchese di Marignano è sicuramente la

più completa fino ad ora pubblicata, il volume è ricchissimo di documentazione e immagini iconografiche trasformando così lo scritto storico datato in evento attuale, che fa comprendere, talvolta conoscere visivamente e direttamente le gesta ed i luoghi ove si svolsero le battaglie ed i combattimenti del Medeghino.Il volume consta di 320 pagine suddivisi in cinque capitoli densi di storia, oltre 244 illustrazioni e ampie note di commento al testo. I cinque capitoli scorrono in ordine cronologico partendo dalle origini della famiglia Medici di Nosigia dove il primogenito Gian Giacomo I de' Medici ed i suoi fratelli detti Medeghini vissero la loro infanzia condizionati dai capovolgimenti imposti dall'antagonismo tra francesi e spagnoli che si confrontavano in terra lombarda per la supremazia sul ducato di Milano. Il capitolo successivo percorre le fasi della Prima Guerra di Musso (1521-1526) dove il Medici da partigiano sforzesco diventa castellano ducale della omonima rocca, mentre un ampio spazio viene riservato alla descrizione del terzo capitolo che parla della tortuosa fase della guerra intrapresa dal Medeghino contro l'Impero: infatti quando i rapporti tra l'Impero e Francesco II Sforza entrano in contrasto - dopo aver escluso i francesi dalla successione dallo Stato di Milano – il Medeghino approfitta della crisi e tenta di occupare Lecco. Gian Giacomo Medici diventa conte di Lecco in forza del “Trattato di Pioltello”, ma allo stesso tempo il rapporto con il duca di Milano entra in crisi per via del riconoscimento dei possedimenti sul Lario frutto dell'accordo con gli Spagnoli. La crisi tra Francesco II Sforza ed il Medeghino è descritta dal capitolo sulla Seconda Guerra di Musso (1531-1532) che terminerà con il conferimento del marchesato di Melegnano a Gian Giacomo Medici. La straordinaria grandezza militare di Gian Giacomo Medici viene esaltata infine – nell'ultimo capitolo - quando al servizio dell'Impero diventa comandante generale delle fanterie spagnole; da generale degli Asburgo dirige l'assedio e la Guerra di Parma (1549-1552), successivamente sposta il fronte in Toscana ed al comando dei mediceo-imperiali affronta nella Guerra di Siena (1554-1555) i franco-senesi comandati da Piero Strozzi.

 


Melegnano, una pagina del Risorgimento nazionale

La nuova pubblicazione di Vitantonio Palmisano (edita nel 2004) è una sintesi storica degli accadimenti del Risorgimento nazionale rapportata a uomini e fatti melegnanesi. La ricerca storica proposta, dopo una ricapitolazione inedita del combattimento di Melegnano dell'8 giugno 1859, si sofferma in modo dettagliato sulle vicende della provincia milanese ricomprese fra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento con particolare riferimento al borgo melegnanese. L'inaugurazione dell'Ossario dei caduti è collocato fra gli ultimi eventi risorgimentali proposti nel nuovo secolo, lo stesso monumento è assunto tout court come simbolo di Melegnano nei testi più diffusi del tempo quali enciclopedie, compendi e dizionari storici. Il nuovo libro proposto è la continuazione naturale della precedente pubblicazione edita nel 2002 dal titolo “ Il combattimento di Melegnano dell'8 giugno 1859” . Il nuovo contributo storico di Vitantonio Palmisano è una approfondita ricerca che traccia inediti percorsi storici intercalati sullo spunto della gigantesca commemorazione storica del 1904, le ampie note a margine del testo funzionano da approfondimento sulle tante sfaccettature che rievocano fatti e figure risorgimentali dell'Ottocento.

 

Il combattimento di Melegnano dell' 8 giugno 1859

La pubblicazione consta di ben 144 pagine dense di storia con 90 illustrazioni in bianco e nero tutte attinenti allo scontro fra le truppe francesi e l'esercito austriaco. Dopo la prefazione e l'introduzione ad opera dell'arch. Pietro Mezzi, sette capitoli articolano analiticamente tutte le fasi del combattimento tra cui ricordiamo i più salienti: la mobilitazione degli eserciti e la campagna del 1859;  le manovre degli Imperiali e dell'Esercito francese dopo Magenta, il passaggio degli Imperiali da Melegnano, la difesa del Borgo, il terreno circostante alla battaglia, il corpo degli Zouaves;  I precedenti dello scontro di Melegnano, gli ordini delle manovre, l'ordine di attacco, la difesa del cimitero,  Melegnano ore 6 p.m. di mercoledì 8 giugno 1859; Il combattimento di Melegnano;  Lo scontro del Portone e la morte del colonnello Paulze d'Ivoy, il rapporto del generale Baraguey d'Hilliers a Napoleone III; I caduti della battaglia, l'Ossario e le manifestazioni celebrative, l'inaugurazione dell'Ossario nel 1904, il cinquantenario della battaglia 1859-1909.